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GOOGOL HA VISTO PER VOI ….

EDEN PROJECT

di Roberta Mazzoni

Sembra quasi una favola.
C’era una volta, una decina di anni fa, un gruppo di persone che ebbe un’idea fantastica: creare un posto assolutamente unico al mondo dove tutti, grandi e piccoli, potessero comprendere l’importanza delle piante per l’intera umanità. Un posto, anche, dove riflettere sui problemi ambientali che derivano da un uso non corretto delle risorse naturali del pianeta, ma che, allo stesso tempo, fosse in grado di ispirare fiducia nel futuro mostrando soluzioni e alternative possibili. Un posto bellissimo; quasi un Paradiso Terrestre: un Eden insomma.
Ebbene, questo gruppo di persone è stato capace di trasformare quell’idea, che sembrava pura fantasia, in realtà in meno di cinque anni.
Questo posto unico al mondo, si chiama oggi Eden Project e si trova in Cornovaglia, vicino al paesino di St.Austell. La Cornovaglia è in Inghilterra ed è quel triangolino che si trova a Sud Ovest; è una contea dove ci sono moltissime cose interessanti da visitare. Tra queste, l’Eden Project è una delle più famose e vale la pena davvero farci una visita, se per caso, ci si trova da quelle parti. Le indicazioni sono precisissime e molto frequenti per cui è impossibile sbagliare strada da qualsiasi direzione si arrivi a St.Austell. Se non avete in programma un viaggio in Inghilterra a breve, potete intanto visitare il sito (www.edenproject.com/); c’è una pagina dedicata ai ragazzi, assolutamente tutta in inglese, ma così si fa un po’ di esercizio.

L’area dove ora si trova l’Eden Project è stata per molto tempo una grande cava di argilla a cielo aperto; praticamente, quando sono iniziati i lavori, era un enorme buco profondo 60 metri e largo quanto 35 campi da football.


La cava di argilla prima dell’inizio dei lavori


In questo spazio gigantesco sono state portate tonnellate e tonnellate di terra e sono state piantate, a oggi, circa un milione di piante. Sono state costruite anche due serre gigantesche, a forma di bolle di sapone che sembrano quasi volar via. Questa forma particolare venne in mente all’architetto che le ha progettate proprio mentre lavava i piatti !!!

 

Il “Bioma” della foresta pluviale


In queste due serre-bolle, chiamate “Biomi”, sono stati ricostruiti due differenti ambienti; vi è così il Bioma della foresta pluviale e il Bioma mediterraneo.
Il Bioma della foresta pluviale è in assoluto la serra più grande del mondo: è lunga 240 m, larga 110 m e alta 55 m (potrebbe contenere, in altezza, la Tower of London). All’interno le condizioni di temperatura e umidità sono rigidamente controllate per ricreare quel particolare ambiente: sembra quasi di soffocare per il caldo e per l’alta umidità. Vi si trovano tutte le piante tipiche dei paesi tropicali. Tra queste, molte piante che noi usiamo abitualmente e che per giungere a noi devono percorrere tanta strada: la pianta del caffè, della gomma, del cacao, palme da cocco, canna da zucchero, bambù, frutti tropicali come banana, ananas, mango, piante di spezie, ecc ecc.


Prodotti che provengono dai paesi tropicali

Il Bioma mediterraneo contiene piante tipiche delle zone temperate, dell’area mediterranea appunto, del Sud Africa e della California. Sono piante che noi conosciamo bene e che vediamo normalmente. E’ abbastanza buffo osservare i visitatori inglesi che si fermano a guardare con curiosità le piante di uva, di fichi, di pomodori, di rosmarino, di olive, ecc ecc.


Un fico tra le piante del “Bioma” Mediterraneo Exhibit al centro “The Core”

Al di fuori delle serre, vi è il cosiddetto “Outdoor Biome”, ovvero il Bioma all’aperto, dove sono state piantate moltissime piante tutte adatte al clima della Cornovaglia e che, pertanto, non hanno bisogno di condizioni particolari. Vi sono moltissimi fiori ed è davvero un giardino fantastico.
Prima di concludere la visita è bene fermarsi al “The Core”, il centro didattico dove appositi exhibit fanno riflettere sulla dipendenza dell’uomo dalla piante: prima di tutto per l’ossigeno che respiriamo, ma anche per il cibo, per i carburanti, le medicine e i materiali che ci forniscono. Gli exhibit interattivi permettono di chiudere la visita in modo molto divertente ed istruttivo.

Cosa ne pensate dell’idea di questo posto? Chi l’ha progettato, aveva ragione o torto, secondo voi? Se volete, potete scriverci (info@googol.it) e dirci quello che pensate al riguardo e che cosa ognuno di noi, nella vita di tutti i giorni, potrebbe fare per proteggere il mondo vegetale e quindi, anche, il nostro pianeta. Scriveteci e le vostre idee verranno inserite sul nostro sito.




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